Tangere esplora il concetto di tango come atto di “tangere”, ovvero toccare, prendersi cura dell’altro attraverso il movimento. Nell’intimità dell’abbraccio, il senso di identità prende forma, rivelando la connessione con l’altro e il sentirsi parte di una comunità. La ricerca coreografica interpreta il tango in una chiave contemporanea, focalizzandosi sull’importanza di guardarsi, toccarsi, abbracciarsi e danzare insieme. L’opera nasce come risposta ai lunghi periodi di reclusione vissuti negli ultimi anni, periodi che, sebbene stiano lentamente svanendo, ci lasciano ancora con un retrogusto di solitudine. Questi momenti di isolamento sono stati amplificati dalla crescente virtualizzazione delle relazioni, un fenomeno accentuato dalla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione. In questo contesto, il tango diventa un gesto di recupero della fisicità, della presenza e della connessione autentica. Tangere vuole restituire al pubblico l’esperienza di un incontro vero, fisico, emotivo, che si nutre della bellezza della danza come atto di vicinanza e di relazione profonda.