Da Ostenda a Lampedusa: Rimini, il cinema e lo sguardo degli altri

Pubblicato il: 28 Gennaio 2015


Una serata di racconti ed immagini sulla città, introdotti dal responsabile della Cineteca Gianfranco Miro Gori e dal regista Marco Bertozzi. Si parte da dieci, voluttuose, panoramiche fra il "Caratteristico mercato di Piazza Giulio Cesare" e "Il fiore della colonia bagnante nella hall del Grand Hotel": le didascalie di Rimini l'Ostenda d'Italia - il più antico film esistente sulla città - parlano chiaro e cercano di unire sin da allora il centro con la città giardino della nuova marina.


I fascinosi immaginari di Ostenda, località balneare in gran voga fra la borghesia europea, sono evocati per associare ai piaceri del corpo quelli dello spirito: è anche attraverso le atmosfere di questo piccolo film che Rimini si lancia nel mercato comune della vacanza europea. A 15 anni dal suo ritrovamento e dal suo restauro, Rimini l'Ostenda d'Italia verrà mostrato al pubblico all'interno del lapidario romano: in una riflessione che parte dagli albori del cinema ma vuole anche contribuire al dibattito sulla città di oggi, al suo continuo appellarsi a qualcosa di altro per ricalibrare la sua stessa identità.

Come il secondo film in programma: Rimini Lampedusa Italia è un documentario che illustra alcune storie di vita della comunità di pescatori lampedusani residenti in città. Raccontare la vita di una comunità ignota a gran parte dei riminesi - eppure importantissima nel sistema sociale ed economico della città - significa scoprire linguaggi e storie mai rivelate prima. Raccontare questa condizione è indagare un processo di integrazione ancora in corso, metafora di più vasti percorsi tra culture "ricche e dominanti" e fenomeni migratori; è osservare come le forme modernissime di una realtà nota per il "tempo del non lavoro" convivano con attività "antiche", legate al sudore del corpo e al rapporto, a volte drammatico, con gli elementi naturali. E' fare i conti con la storia, nella continua ridefinizione antropologica per cui Rimini è stata, ed è tutt'ora, laboratorio di nuove ed ibride appartenenze.


Marco Bertozzi, regista, docente di cinema all'Università di Macerata e di Venezia (IUAV), si occupa degli immaginari riminesi sin dalla sua tesi di laurea in architettura, Lo scenario della vacanza nella metropoli balneare romagnola. Ha descritto la città in numerosi film documentari, come Note per quattro amici (Gabbiano d'argento ad Anteprima per il cinema indipendente italiano, 1993); Fieri... e basta! (1999, vincitore del concorso per documentari sull'identità giovanile in Emilia-Romagna); Rimini Lampedusa Italia (2004, premio Roberto Gavioli per film sul mondo del lavoro), Il senso degli altri (2007, miglior film del Mediterraneo all'ultima edizione del Festival Internazionale di Palermo).